venerdì 9 maggio 2014

Festa dell'Europa in tempo di Crisi ed Elezioni Europee

Oggi 9 maggio si festeggia la Festa dell'Europa. In questo giorno si ricorda la dichiarazione fatta nel 1950 dal ministro degli esteri francese, Schuman che presentava il piano che avrebbe dato il via al processo di integrazione Europea.

L'Europa di allora era un Europa che usciva martoriata dalla seconda guerra mondiale che sceglieva la via della collaborazione e dell'integrazione, consapevole che questa era l'unica soluzione per una ripresa rapida e per eliminare definitivamente le cause che avevano portato a ben due conflitti mondiali. Grazie a quella scelta abbiamo goduto di un lungo periodo di pace e di un benessere economico rimasto più o meno costante fino a che non siamo stati colpiti dalla crisi economica nata nel 2008. Credo che che la situazione in cui ci troviamo oggi, possa essere paragonata (seppur con tutte le giuste precisazioni) alla situazione in cui si trovava l'Europa negli anni 50. Benché l'origine di questa crisi economica non sia avvenuta nel continente europeo, il suo perpetuarsi ed il suo aggravarsi trova la colpa in egoismi nazionali e nella poca volontà di collaborazione tra le nazioni europee, e la scelta che faremo in queste Elezioni Europee sarà decisiva per trovare una soluzione.

Finalmente giungono segnali positivi che indicano la ripresa nel continente europeo stia avvenendo, ma credo che senza un'azione congiunta e una più stretta collaborazione questi segnali rimarranno tali. Anche oggi come allora, la risposta per uscire dal periodo nero che stiamo vivendo deve essere più Europa e non la disgregazione. Oggi come allora la scelta da fare dovrebbe essere la collaborazione stretta e non la chiusura e la disgregazione. Scegliere la solidarietà tra le nazioni europee agli egoismi nazionali. Questo è quello che dobbiamo tenere presente in queste Elezioni Europee 2014, Quale Europa scegliamo? Un Europa egoista, incapace di collaborare e senza una visone comune del futuro che potrebbe portare ad un inasprimento della situazione attuale, oppure, un'Europa unita, sempre più integrata e in grado di dare le soluzioni necessarie per il benessere immediato dei propri cittadini?

A voi la scelta! Pensateci quando voterete il 25 maggio.

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venerdì 2 maggio 2014

5 cose che il Parlamento Europeo ha fatto per te e non lo sai!

Siamo ormai nel pieno della campagna elettorale per le Europee. Il tema predominante sembra essere Euro si o Euro no, pochi partiti affrontano tematiche prettamente europee e qualcuno sta ricadendo nella tentazione di fare campagna elettorale nazionale.

Il messaggio che non passa, purtroppo è che il voto del 25 maggio è importante. A seguito del trattato di Lisbona del 2009 il parlamento che andremo ad eleggere sarà un parlamento con più poteri.; se questo non bastasse, è importante prendere coscienza del fatto che le decisioni prese dal Parlamento Europeo possono influire, a volte anche significativamente, sulla nostra vita di ogni giorno. Durante l'ultimo anno abbiamo assistito a uncontrasto tra Austerità proposta dal Consiglio Europeo e l'adozionedi misure diverse proposte dal Parlamento . Il contrasto sul budget europeo è solo uno delle tante azioni da parte del PE che influiscono sulla nostra vita.
Ecco 5 decisioni prese dal Parlamento Europeo nel precedente mandato.

  1. Estensione del Permesso di maternità
il 20 ottobre 2010 il parlamento ha votato una proposta per una direttiva sul Permesso di Maternità. Questa proposta conteneva una serie di misure per estendere i diritti delle madri e delle donne incinta così come agevolazione per l'istituzione e miglioramento dei permessi di paternità. In particolare in questa direttiva viene previsto l'estensione del permesso di maternità retribuito da 14 a 20 settimane. La proposta è stata votata a maggioranza ed è ora sotto esame del Consiglio dei Ministri, dove si trova a un punto morto a causa dell'opposizione di alcuni Stati Membri ad adottare una tale legislazione.

  1. Eurobond
Il 15 fabbraio 2012, il Parlamento Europeo si trovo ad esprimere un parere sulla proposta della Commissione per l'istituzione degli Eurobond. Il Parlamento Europeo si dichiarò favorevole a tale proposta con larga maggioranza, argomentando che l'istituzione di un tale strumento possa essere una valida soluzione all'attuale crisi economica. Il parere del parlamento in questo caso non è vincolante ma è lo stesso importante visto il ruolo crescente che esso si troverà a giocare nella gestione dell'Eurozona e sopratutto nel suo ruolo di supervisione dell'implementazione Meccanismo Europeo di Stabilità, delle azioni dell'Eurogruppo e della Banca Centrale Europea.

  1. Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA)
Il Parlamento Europeo ha il potere di accettare o rigettare trattati internazionali nelle materie in cui ha competenza. L'ACTA è un trattato multinazionale sul tema della proprietà intellettuale che aveva l'obiettivo di uniformare le leggi degli stati negoziatori in tema di controllo e difesa della proprietà internazionale. Alcune norme contenute nel trattato, sopratutto quelle relative alla libertà di internet, trovarono l'opposizione di molti attivisti. Il 4 luglio 2012 il Parlamento Europeo rifiutò l'adozione di ACTA ritenendolo lesivo delle libertà dei diritti fondamentali, della privacy e della protezione dei dati dei cittadini Europei. Il risultato di questo voto impedisce a ogni stato membro di negoziare un trattato simile in maniera bilaterale e di introdurre misure simili.

  1. Abolizione delle Tariffe di Roaming
Il 3 Aprile 2014 il Parlamento Europeo ha approvato una serie di pacchetti legislativi, presentati dalla Commissione Europea per la creazione di un mercato unico delle telecomunicazioni. Questa nuova direttiva prevede l'eliminazione completa dei costi di roaming sia voce che dati. Il pacchetto prevede inoltre di istituire garanzie per un internet aperto in cui sia vietato bloccare e degradare i contenuti, il coordinamento della concessione di frequenze per la banda larga senza fili, una maggiore trasparenza dei contratti per gli utenti di internet e dei servizi a banda larga e la possibilità di passare più facilmente a un altro fornitore. La parola ancora una volta passa al Consiglio dei Ministri dell'Unione, il quale entro fine anno dovrebbe trovare un accordo.

  1. Riforma della Politica Agricola Comune
IL 40% del budget Europeo viene speso nella Politca Agricola Comune. Storicamente la PAC è sempre stata una politica molto importante ed una materia molto spinosa. In virtù del trattato di Lisbona, le decisioni in materia agricola verranno prese con la co-decisone, il che significa che il Parlamento Europeo giocherà un ruolo importante nella decisione della PAC futura. Il 13 marzo 2013 il PE ha adottato una risoluzione che mira a mantenere l'attuale status quo. Questa posizione potrebbe cambiare dopo il 25 maggio.

Ecco dunque perchè queste elezioni sono importanti! La domanda da farci il 25 Maggio è Quale Europa scelgo?


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giovedì 27 marzo 2014

Uscire dall'Euro! Cosa succederebbe?

L'argomento più gettonato di questa campagna elettorale Europea, nonché l'unico al momento che implichi una discussione di una tematica europea, riguarda riguarda l'attacco dell'Euro e la richiesta di un abbandono della moneta unica. I sostenitori del  no Euro sostengono che questo sia la causa principale di tutti i mali dell'Italia, sostengono inoltre che la moneta unica sia l'origine della crisi che stiamo vivendo e che uscire dall'Euro sia una sorta di panacea che risolverebbe tutti i nostri problemi. Premesso che non sono un economista, motivo per cui cercherò di scrivere questo articolo senza usare tecnicismi se non strettamente necessari, proverò a spiegare cosa succederebbe se veramente uscissimo dall'Euro.

Il primo effetto, quasi immediato dell'uscire dall'Euro, sarebbe quello di avere da una parte un diminuzione del valore dei risparmi e del patrimonio degli italiani e dall'altra una fuga di capitali. Questo accadrebbe perché la nuova moneta adottata sarebbe più debole rispetto all'Euro (in altre parole varrebbe di meno), non godrebbe della fiducia dei mercati (sia perché sarebbe una moneta nuova, sia perché l'Italia è famosa per la sua instabilità), e ci sarebbe una fuga di capitali perché chi ne avesse la possibilità preferirebbe mantenere il suo capitale valutato in Euro (e quindi lo sposterebbe dall'Italia). Secondo alcuni studi la svalutazione dovuta all'uscita dall'Euro potrebbe andare dal 20 al 40%, consideriamo la media e avremo una svalutazione del 30%.

Se vincesse il no Euro e tornassimo ad una nostra moneta nazionale dovremo fare i conti anche con il nostro debito pubblico (tanto per cambiare). Difatti la svalutazione della nuova moneta andrebbe a intaccare anche il nostro debito pubblico aumentandolo. Questo accadrebbe perché i detentori dei nostri titoli di stato che hanno acquistato i BOT in Euro vorrebbero comunque essere pagati in Euro. Come già detto l'Euro varrebbe di più rispetto alla nuova moneta italiana, indi per cui lo stato italiano sarebbe costretto a pagare di più e il debito pubblico aumenterebbe quasi all'istante (aumenterebbe della stessa percentuale con la quale la moneta si è svalutata, mantenendo sempre la media, avremmo un aumento del 30%)

Un altro effetto si avrebbe sui costi delle importazioni, anche sulle materie prime, sempre avendo una moneta più debole i costi di importazione aumenterebbero. Ricordiamoci che l'Italia è la seconda industria manifatturiera Europea e che questa industria fa un uso massiccio sia di materie prime che di energia, entrambi carenti nel nostro paese, c'è dunque il bisogno di importarle. Considerando che importiamo circa il 20% delle materie prime necessarie e ben l'80% dell'energia l'aumento dei costi di queste importazioni dovute alla svalutazione della nuova moneta sarebbe un salasso a carico delle imprese Italiane, e per i cittadini che vedrebbero aumentare i costi sia dei prodotti esteri che di quelli nazionali.

Certo uscire dall'euro potrebbe portare alcuni vantaggi, una politica di svalutazione potrebbe avere a lungo temine un effetto benefico e di rilancio dell'economia. L'Italia è famosa per aver usato questa politica in passato, anzi è famosa proprio per averne abusato. Difatti una politica di questo genere comporterebbe un aumento dell'inflazione e un ulteriore perdita nel breve termine del potere di acquisto delle famiglie. Ci troveremo ad avere una situazione molto simile a quella dell'Argentina nei primi anni 2000 (dove la popolazione sotto la soglia di povertà è rimasta per anni superiore al 50%)

Quindi prima di urlare NO Euro, e prima di chiedere a testa bassa di uscire dall'Euro fermiamoci un attimo a pensare e criticamente decidiamo se il gioco vale la candela!

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martedì 11 febbraio 2014

Elezioni Europee 2014: Verso la nuova Costituzione Europea!

Nonostante siamo giunti alla terza fase , la campagna elettorale per le Elezioni Europee 2014 non è ancora iniziata. (Clicca qui per conoscere le fasi delle Elezioni Europee 2014) I gruppi europei stanno ancora decidendo chi candideranno come presidente della Commissione e i partiti nazionali Italiani di Europee ancora non ne parlano. Ma queste elezioni, che si svolgeranno il 25 Maggio, saranno secondo alcuni commentatori delle elezioni costituenti. 

Ho già parlato in precedenza di come alcune novità introdotte per queste elezioni mirano ad avere un dibattito paneuropeo e non solo nazionale. (Clicca qui per saperne di più) La novità principale è data dal fatto che si vuole legare l'elezione del presidente della Commissione Europea (l'attuale commissione Barroso II finirà il mandato a fine ottobre) con le lezioni del Parlamento Europeo. Ogni gruppo parlamentare Europeo dovrà proporre un presidente della Commissione con un suo programma e, una volta eletto, il Consiglio dovrà proporre una serie di commissari (tenuto presente degli esiti delle elezioni) per formare la nuova commissione che dovrà poi essere approvata in via definitiva dal Parlamento Europeo. Se questo non bastasse i leader dei paesi membri stanno anche discutendo su una possibile unificazione della figura del presidente della Commissione Europea con il Presidente del Consiglio Europeo (ricoperta attualmente da Herman Van Rompuy, in scadenza a fine novembre ). Se venisse raggiunto un accordo di questo tipo avremmo un'unica figura eletta, anche se in maniera indiretta, dai cittadini che rappresenti l'Unione sia internamente che esternamente in tutti i suoi aspetti e questo sarebbe un passo importante verso la creazione di una vera e propria unione politica.

Inoltre, il parlamento che si andrà ad eleggere con queste Elezioni Europee 2014 sarà un parlamento con molti più poteri rispetto a quello uscente. Il trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009 conferisce potere al Parlamento Europeo in oltre 40 nuove materie, tra cui Agricoltura, Energia, Immigrazione e, molto importante, in fatto di Bilancio, equiparandolo al Consiglio anche per quanto riguarda le spese non obbligatorie (fino al 2009 il Parlamento Europeo aveva voce in capitolo solo per le spese obbligatorie, circa il 47% del budget UE). Questo aumento di poteri fa si che la procedura di Co-decisione (ovvero la procedura per cui il consenso del Parlamento Europeo è obbligatorio) diventi la procedura standard, innalzando il Parlamento allo stesso livello del Consiglio dei Ministri. Il nuovo parlamento sarà dunque un parlamento più incisivo nelle politiche dell'Unione e sicuramente il suo operato si farà sentire nella vita di tutti i giorni dei cittadini.

Infine, ma non meno importante, questo sarà il parlamento che andrà ad accompagnare la convenzione per il nuovo trattato che dovrebbe portare al compimento dell'Unione Politica Europea. Grazie ai nuovi poteri questo parlamento avrà un ruolo incisivo nei negoziati di questa convenzione che dovrebbe svolgersi  tra il 2014 e il 2016; il trattato che ne emergerà dovrà inoltre avere l'approvazione stessa del Parlamento Europeo. Infine questo nuovo trattato sarà sottoposto allo scrutinio dei Cittadini, tramite referendum nei vari stati membri, che si svolgeranno tra il 2017 e il 2020. Il risultato di questa procedura sarà un documento molto simile ad una nuova costituzione Europea, per questo motivo il parlamento che andremo ad eleggere con queste Elezioni Europee 2014 avrà una valenza quasi costituente.

Con queste Elezioni Europee 2014 andremo dunque ad eleggere un parlamento che sarà più potente e più incisivo e che farà scelte importanti per il futuro di tutti i cittadini Europei. Per questo motivo è importante che questa campagna elettorale si basi principalmente su tematiche Europee e che queste elezioni non vengano utilizzate come elezioni di serie b per testare gli umori dei cittadini sull'operato dei vari partiti. Altrettanto importante e decisivo sarà il fattore affluenza. Solo con un affluenza sostanziosa questo parlamento potrà utilizzare questi nuovi poteri, forte del sostegno dei cittadini e per loro conto potrà agire, reagire e decidere!


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martedì 4 febbraio 2014

Approvata la Roadmap Europea a favore dei diritti LGBT


Oggi al Parlamento Europeo è stato approvato il Rapporto Lunacek, che vuole rafforzare la lotta all'omofobia e alla discriminazione in base all'identità di genere e orientamento sessuale, stabilendo una roadmap europea per il rispetto dei diritti LGBT. Il rapporto chiede alla Commissione Europea di intraprendere azioni per la protezione dei diritti delle persone LGBT e di agire in materia di accesso ai beni e ai servizi, di garantire la non discriminazione in ambito lavorativo, di garantire la libertà di movimento, di assemblea e di parola delle persone LGBT e di combattere la violenza e l'incitamento all'odio.

Il Rapporto Lunacek è la risposta del Parlamento Europeo allo studio rilasciato a marzo 2013 dall'Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali nel quale viene riportato come il 47% delle persone LGBT europee affermi di aver subito atti di violenza o di discriminazione per via del suo orientamento sessuale. (Clicca qui per saperne di più sul rapporto dell'Agenzia Europea per i diritti Fondamentali). Va precisato che questo rapporto non è vincolante per gli stati membri, ma l'essere stato approvato lo fa diventare la posizione officiale del Parlamento Europeo e le future politiche europee dovranno necessariamente tenerne conto.


La paura di questo voto, ha scatenato non poca opposizione, sopratutto da parte delle aree cattoliche e dal vaticano (nonostante l'apparente apertura su tematiche LGBT). Il Vescovo di Cremona, ad esempio, ha inviato email ai parlamentari europei, invitandoli a votare contro il rapporto, questo scambio di email è stato denunciato dalla parlamentare Europea, Sonia Alfano, appartenente al gruppo dell'ALDE (Alleanza Europei dei Liberal Democratici). La stessa portavoce del rapporto, Ulrike Lunacek, ha ricevuto 40.000 email contrarie all'adozione del rapporto. Anche su internet l'opposizione vaticana si fa sentire, digitando “Rapporto Lunacek” su google il primo risultato che appare è quello di un articolo pubblicato su radio vaticana contrario al rapporto e a seguire una serie di articoli tutti pubblicati in siti filo-cattolici all'adozione del rapporto. Tutto questo mentre in Italia dell'argomento non se ne parla, ma questa non è una novità, di materie europee se ne parla solamente quando bisogna dare all'Europa colpe non sue.

Con queste premesse, si correva il rischio che la votazione diventasse una bagarre come quella accaduta durante la votazione del rapporto Estrela, che voleva rafforzare i diritti delle donne e in particolare il diritto di libera scelta per quanto riguarda l'aborto. In quell'occasione i parlamentari Europei che si opponevano a quel rapporto hanno bloccato la discussione con fischi, urla e buuu. Nulla di simile è accaduto questa volta, solo una piccola contestazione riguardo procedure tecniche avanzate da un parlamentare contrario ma che non sono andate a buon fine. Il Rapporto Lunacek è stato dunque approvato con una maggioranza di 394 voti a favore e 176 contrari.

E tu cosa ne pensi? Sei favorevole a questa approvazione o sei contrario? Commentata, dimmi la tua! Puoi scrivermi qui sotto, sulla mia pagina facebook  o mandarmi un tweet a @AndreaCanil

giovedì 30 gennaio 2014

L'Europa vista da Google



Randy Olson e un dottorando in Computer Science & Engineering che studia intelligenza artificiale e comportamento collettivo dell'utilizzo dei mezzi digitali e si diverte a creare infografiche sugli argomenti più disparati. La sua ultima creazione è la mappa dell'Europa mostrante i risultati del completamento automatico di google quando si digita la frase: «Why [nome del paese europeo] is so…».

Questa mappa fornisce un'occasione per scoprire come i paesi europei vengono percepiti dagli come gli internauti (molto probabilmente quelli americani visto che le ricerche sono geo-referenziate). I risultati sono a volte scontati, come ad esempio il fatto che  Germania, Inghilterra e  Svizzera  vengono percepiti come paesi ricchi, oppure come la percezione dei paesi dell'Europa dell'Est come  paesi poveri. Richiederebbe una discussione sugli stereotipi la percezione della Francia come paese gay Interessante come l'Italia viene invece percepita razzista, o la Grecia importante. Divertente il fatto che il Belgio viene percepito noioso mentre la Danimarca felice.

Ho provato anche io nel mio piccolo a fare un esperimento, digitando “Why Europe is so” il risultato è Beautiful. A quanto pare, almeno gli internauti, apprezzano l'Europa!


E voi cosa ne pensate? come percepite gli altri paesi europei? 
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Link: Blog di Randy Olson: http://www.randalolson.com/

lunedì 27 gennaio 2014

L'Europa continua a dialogare con i Cittadini!


Il Dialogo con i Cittadini, un iniziativa avviata durante il 2013 Anno Europeo dei Cittadini, ha lo scopo di portare l'Europa direttamente a contatto con i Cittadini e di dar loro modo di far sentire la loro voce e di confrontarsi gli uni con gli altri. In questo anno, molte iniziative sono state intraprese dalla commissione, compreso una serie di dibattiti tematici avvenuti in diverse città italiane ai quali ho partecipato sia virtualmente usando i social networks, sia fisicamente al dibattito di Trieste.

Grazie ad una iniziativa della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea di Roma per iniziativa del capo settore del Comunicazione, informazione e reti Alessandro Giordani mi è stata offerta, assieme ad altri 30 partecipanti, la possibilità di partecipare ad una visita studio direttamente alla Commissione Europea a Bruxelles. Questa visita è stata l'occasione per discutere di una serie di materie da un punto di vista europeo come Cittadinanza, Energia, Aiuto agli sviluppo,  ma è stata sopratutto un'opportunità per conoscere cosa pensano altri cittadini dell'Unione Europea e di confrontarmi con loro.

Prima di iniziare le conferenze tematiche ho chiesto ad alcuni partecipanti cosa si aspettassero da questa visita, molti si aspettavano di aumentare la loro conoscenza dell'Unione Europea ma, sopratutto speravano di non dover assistere a delle “lezioni frontali” ma di riuscire ad avere anche uno scambio di opinioni. Le aspettative non sono state disilluse, molte domande sono state poste ai relatori e in in alcuni casi si sono sviluppati dei veri e propri dibattiti. Alcuni falsi miti diffusi dai media sono stati sfatati, come il fatto che l' ”odiato” fiscal compact è un trattato che esula dalla competenza UE o la dimostrazione che Commissione e Parlamento Europeo hanno fatto tutto quello che potevano all'interno delle loro competenze per affrontare la crisi.
 Non sono mancate critiche al sistema comunitario accusato di essere troppo mercantilista, oppure di essere ancora troppo poco sociale Queste critiche sono sfociate nella discussione della Cittadinanza Attiva e del ruolo che i cittadini possono giocare sia a livello comunitario sia a livello nazionale e locale per forgiare l'Europa che vogliono. Un excursus interessante è stato fornito sul diritto d'iniziativa, ancora poco conosciuto e particolare attenzione è stata data alle prossime Elezioni Europee 2014. Elezioni che si svolgeranno a Maggio, importanti in quanto andranno ad eleggere un Parlamento con poteri nuovi a seguito all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e con procedure nuove.


L'aver permesso a 31 persone di visitare di persona il cuore dell'Europa, di parlare di Europa e, una volta tornati, di diffondere l'Europa è sicuramente un'iniziativa interessante e un buon aiuto per aiutare a colmare quel deficit democratico percepito tra Cittadini e Unione Europea. Personalmente mi ha dato molti spunti interessanti su cui riflettere e su cui continuerò a scrivere su questo blog.